
"E' incredibile che una manifestazione di gioia debba subire un atto di vandalismo per colpa delle assurde critiche della sinistra". Il Presidente del XX Municipio, Massimiliano Fasoli, ha stigmatizzato così la sparizione di diversi lucchetti attaccati al lampione degli innamorati di Ponte Milvio. La segnalazione è arrivata stamani ai vigili urbani del XX gruppo da parte di alcuni passanti che hanno notato la mancanza delle serrature.
Nei giorni scorsi una querelle era nata tra quanti, a sinistra, chiedevano la rimozione dei lucchetti, e gli esponenti di centrodestra, compresi gli amministratori dell'ex circoscrizione, che difendevano il gesto come una spontanea manifestazione dei sentimenti giovanili.
"L'Acea - spiega Fasoli - aveva verificato che non esisteva alcun problema di stabilità". Sul "gravissimo atto vandalico" l'assessore municipale ai Lavori pubblici Marco Daniele Clarke e il vice presidente e assessore alla Cultura, Marco Perina, parlano di esplicite "responsabilità morali e politiche del centrosinistra e del Campidoglio".
Ma Veltroni rimanda le accuse al mittente: "Esistono dei disgraziati che questa notte hanno fatto una cosa stupida e inutile. Abbiamo accertato che i lucchetti non rappresentano alcun pericolo, quindi rimarranno lì".
"I lucchetti - aggiunge - mi piacciano e mi piace che ci siano nella mia città perchè sono un'espressione poetica molto bella". E poi conclude: "Ci tengo a ribadire che si tratta di simboli dell'amore e quindi eviterei qualunque tipo di strumentalizzazione politica. I ragazzi devono sapere che la città rispetta e tutela i loro sentimenti".
Intanto il Municipio sta avviando il percorso per lo svolgimento del concorso di idee 'Un lucchetto per amore' che ha già ricevuto l'adesione di alcuni studi di professionisti. Contatti sono stati avviati con il dipartimento Itaca dell' Università 'La Sapienza', e una prima risposta verrà data con installazioni di design che accoglieranno le serrature senza stravolgere il rito dei giovani.

Ragazzi ecco a voi un video accompagnato dalla canzone di T.Ferro"La paura che":
